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Politica

Ultimo round tra Grazia e Terenziano. Chi sarà sindaco di Gela?

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Si avvicina il giorno del ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco di Gela. Sarà un uomo o una donna? Vincerà Grazia Cosentino o Terenziano Di Stefano? Per evitare di alimentare ancora la disaffezione dei cittadini verso la politica e quindi il primo partito vero di Gela che è l’astensionismo, sorvoliamo sulle acrobazie e i balletti delle alleanze – palesi e occulti – che hanno caratterizzato la fase degli apparentamenti. E stendiamo anche un velo pietoso sul fatto che a pochi giorni dalle elezioni non si conoscano ancora i dati definitivi delle preferenze dei 407 candidati al consiglio comunale. Un fatto inaudito. Accendiamo i riflettori solo sui due protagonisti del secondo ed ultimo round del match elettorale perché è su loro due che i cittadini domenica e lunedì sono chiamati a pronunciarsi. Non hanno bisogno entrambi di presentazioni. I cittadini oramai li conoscono. Li hanno visti in giro per strade, piazze e quartieri, hanno ascoltato i loro interventi radio-televisivi e i loro comizi. Quest’intervista, realizzata ai due candidati separatamente, ma ponendo ad entrambi le stesse domande, vuole essere un piccolo contributo per fornire a chi legge eventuali elementi di libera riflessione. Sono poche domande legate da un filo conduttore. In un Comune in dissesto bisogna che la politica parli il linguaggio della verità e non quello della menzogna. Per questo sui programmi crediamo che ci sia poco da dire e altrettanto poco da chiedere. Le domande si basano dunque, per metà, su cosa si può fare per garantire la normalità e i diritti primari e per l’altra metà su aspetti legati alla persona di chi tra qualche giorno siederà sulla poltrona di sindaco. Le interviste ai due protagonisti del ballottaggio, sono state rilasciate a Maria Concetta Goldini e a Giuseppe D’Onchia. 

Quali sono le proposte concrete, effettivamente realizzabili per una manutenzione costante della città?

Cosentino: “La prima cosa che farò è verificare le risorse disponibili nei vari capitoli di spesa e programmare subito come usarle ma nel contempo credo che bisogna creare una sinergia con Eni per poter attingere ai fondi delle compensazioni che sono da tempo disponibili e non vengono utilizzate. Ci sono ad esempio i 300 mila euro che il Comune chiese ad Eni nel 2021 per attività di decoro urbano che sono stati concessi e non impiegati. Voglio ricordare ancora che la Srr stanziò 200 mila euro per adottare ed abbellire le rotatorie su richiesta del sindaco Greco. Io credo che per le rotatorie ci possono pensare i commercianti e imprenditori che hanno aderito al bando e che quella cifra vada utilizzata invece per il decoro urbano al centro storico e per creare un’immagine dignitosa in vista dell’Estate gelese. Un segnale va dato subito, poi si programmeranno interventi di manutenzione più consistenti e sistematici”

Di Stefano: “Si partirà dall’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato che possa dare i capitoli di spesa, perché senza questo strumento finanziario tutto il resto non è applicabile. Sulla pulizia della città c’è già un capitolato con un contratto biennale con la Srr che va soltanto rispettato. Ci sono tre milioni di euro in più l’anno, rispetto al contratto stipulato precedentemente con la Tekra, ma va soltanto gestito in maniera diversa in considerazione a quello che c’è stato fino ad adesso. Le manutenzioni stradali verranno eseguite grazie alle somme del Pnrr e della Coesione. Tutto il resto non è possibile farlo con le somme del bilancio comunale ma bisogna attingere o a nuovi finanziamenti o alle compensazioni minerarie che l’Eni versa alla Regione che poi, dietro presentazioni di progetti esecutivi, elargisce. Dunque tutto questo sarà fatto, seguendo queste modalità di intervento”. 

Quali sono le azioni che metterete in campo per l’emergenza acqua?

Di Stefano: “Molti gelesi non vogliono andare a votare come segno di protesta perché non c’è acqua. Da subito bisogna istituire un tavolo di crisi idrica con Ati, Siciliacque, Caltaqua. Capiamo che c’è una crisi che coinvolge l’intera isola e che la quantità di acqua che viene data a Gela è stata ridotta però c’è un particolare: se ogni cittadino deve riceve una certa quantità di acqua, perché tutto ciò non viene rispettato? Ci sono persone che sono fortunate perché si trovano all’inizio della condotta e riescono ad attingere; altri invece non riescono ad averla perché si trovano a valle. Dunque significa che non c’è programmazione. Tutti devono ricevere l’acqua! Successivamente bisogna intervenire con un dissalatore che renda Gela completamente autonoma”.

Cosentino: “La situazione idrica da qui a settembre, a meno di improbabili abbondanti piogge, non migliorerà. Le dighe sono all’asciutto. Chiederò intanto il raddoppio dell’estrazione d’acqua dai pozzi Pantanelli e all’Eni che aumenti il quantitativo di acqua dal Ragoleto per usi civili dato che il suo fabbisogno per usi industriali, da quando c’è la bioraffineria, è diminuito notevolmente. E’ fondamentale incontrarsi con l’Ati idrico e programmare gli interventi ma andrò da Caltaqua a pretendere il rispetto del contratto che prevede che in caso di interruzione della distribuzione, fornisca ai cittadini l’acqua con le autobotti”.

Quali misure adottare per attrarre nuovi investimenti sul territorio da parte di piccoli e medi imprenditori creando così nuovi posti di lavoro?

Cosentino: “E’ una parte del mio programma che non si potrà realizzare subito. Lo sviluppo di Gela voglio programmarlo in collaborazione con un’Università da individuare a cui chiederò collaborazione per redigere un piano strategico di sviluppo e per la transizione ecologica. Tutte le scelte in termini di investimenti, di lavori pubblici, di urbanistica dovranno passare da quel piano strategico. Attiverò sportelli per le piccole e medie imprese e siglerò un accordo di collaborazione con Sicindustria perché chi vuole investire in progetti compatibili con il nostro piano strategico trovi accoglienza, assistenza e iter burocratici snelli”

Di Stefano: “In tutti i grandi centri che sono paragonabili a Gela ci sono gli incubatori aziendali che attraggono gli investitori. Aprendo Macchitella Lab andremo a creare una struttura di start up con l’incontro tra giovani pieni di idee e imprenditori che hanno grandi capacità economiche. Inoltre bisogna liberare dai tanti vincoli, le aree industriali. Quando l’impresa vuole investire e sa che ci sono le Zone Economiche Speciali, viene con molta facilità perché il 50% del proprio investimento viene decurtato con il credito d’imposta. Inoltre il Suap deve dare le autorizzazioni in pochi mesi per non fare scappare chi vuole investire”.

Cosa apprezza del suo avversario?

Di Stefano: “Apprezzo la sua serenità nell’affrontare la campagna elettorale e i toni utilizzati fino ad oggi”

Cosentino: “Di Terenziano apprezzo il sorriso e la disponibilità che ha nell’approcciarsi con la cittadinanza”.

Perché la gente dovrebbe votarla?

Cosentino: “Dovrebbe votarmi perché non ho fatto mai politica attiva e non sono responsabile del disastro creato dalle ultime amministrazioni che per me sono le ultime 4. L’ultima che ha lavorato bene per me è l’amministrazione di Franco Gallo. Io rappresento la novità rispetto al passato, ho le competenze giuste per guidare la città e come donna credo di avere una marcia in più. Sono pragmatica, parlo poco ma faccio molto. E poi, riguardo ai sorrisi, quando lo faccio, batto Terenziano. Ma non riesco a farlo sempre. Di fronte ai problemi gravi della città mi rattristo e non so fingere”.

Di Stefano: “Votando me andiamo a liberare definitivamente Gela dalla morsa degli “esteri” che puntualmente nel nostro territorio hanno sempre preso voti per portarli da tutt’altra parte, sfruttando la nostra terra per fare operazioni che non sono a beneficio della città. Un esempio? Quello di aumentare la discarica Timpazzo per fare arrivare rifiuti da tutta la Sicilia… Io sono un uomo libero che non si lascia trascinare da nessuno, senza manovratori. Conosco bene le istanze del territorio e con me non si perderebbe tempo”. 

Perché la gente non dovrebbe votare il suo avversario?

Di Stefano: “Per me è una certezza: non sarà libera di prendere decisioni. Già lo si dimostra anche con chi le segue alle spalle la campagna elettorale. Ci sono interessi fuori dal normale per questa città in merito agli investimenti e alle risorse da sfruttare. Per non parlare, come dicevo prima, dei rifiuti.  Il rischio è quello di avere una città occupata da soggetti che non vogliono il bene del nostro territorio e che non hanno mai investito ma lo hanno soltanto preso!”

Cosentino: “I gelesi non dovrebbero votarlo perché è la continuità di una Giunta che non ha realizzato il suo programma elettorale, lui è stato il vicesindaco di un’amministrazione che, per usare un eufemismo, è stata deludente. Oggi si presenta come il capo di un’insalata elettorale che non si capisce di che colore politico è, se è progressista o autonomista, se è di sinistra o di destra. Ma i soci di Di Stefano presi singolarmente – mi riferisco al Pd, M5s e al Mpa – sono i responsabili del degrado economico e sociale in cui versa la città”.

Il suo sogno?

Cosentino: “Il mio sogno è che Gela diventi vivibile. Oggi mi sveglio al mattino e sbuffo prima di uscire di casa perché vivo in una città non accogliente e dai tanti aspetti negativi. Voglio svegliarmi al mattino, uscire di casa con il sorriso e godere delle bellezze della mia città”.


Di Stefano: “E’ quello di dare speranza al gelese. Dobbiamo bloccare l’emorragia continua di lavoratori e studenti che lasciano la città. Al momento attuale vige soltanto un’opzione: quella di andare via, purtroppo. Dunque bisogna cambiare trend: Gela è una terra che ha un potenziale incredibile in ambito economico e turistico. Sfruttiamolo!”

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Armando Irti candidato DC a fianco di Conti

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Il consigliere gelese Armando Irti è candidato per Gela della Dc di Cuffaro a sostegno del sindaco Massimiliano Conti.

“Con grande partecipazione e collaborazione di tutti i dirigenti e consiglieri comunali, la DC. si è riunita ed ha completato la lista dei candidati in seno al Consiglio per prepararsi ad affrontare le imminenti elezioni provinciali in appoggio alla candidatura del sindaco di Niscemi Massimiliano Conti. La nostra lista -dice il segretario provinciale della DC nissena Gero Valenza-e’ frutto di una concertazione e coesione tra la struttura provinciale e i gruppi consiliari dei vari comuni nisseni; ha una forte identità’ politica, arricchita di persone motivate e determinate , con competenze trasversali, pronte a dare un contributo concreto per il miglioramento della nostra provincia. Infine mi preme sottolineare il grande lavoro della nostra vice-segretaria regionale Cocita che ha favorito conducenti convergenze”.

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Il Partito Liberale fa notare i limiti del sistema elettorale delle ex Province

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Nel corso della riunione di ieri diversi esponenti della sezione locale del PLI hanno espresso serie preoccupazioni sull’esito delle ormai imminenti elezioni provinciali.
Il tema è stato affrontato nel corso di un lungo dibattito organizzato dal Coordinatore cittadino, dr. Gianni Incardona sul tema della Rappresentatività politica dei territori, aperto agli iscritti e ai simpatizzanti.
Nel suo lungo e articolato intervento, l’Avv. Giuseppe d’Aleo ha tenuto a precisare i limiti insiti nel sistema della “elezione di secondo livello” del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale, soffermandosi, in particolare, sui pericoli insiti nella frammentaria composizione dello stesso corpo elettorale chiamato a eleggere e dare vita agli organi rappresentativi della intera provincia o libero consorzio dei comuni di Caltanissetta che dir si voglia.


<<…L’eccessivo proliferare di liste civiche e le stesse anomale alleanze politiche con cui risultano costruite le stesse maggioranze dei governi locali – e Gela ne è purtroppo l’esempio più evidente – rischiano di tagliare fuori da una vera strategia di sviluppo proprio quei territori che, in quanto più fragili, avrebbero bisogno di maggiore attenzione invece che essere lasciati, come purtroppo rischia di accadere, ai margini dell’azione politica, in una posizione residuale rispetto ad altre realtà in cui è più visibile una armonica e coerente concentrazione di forze politiche rette da una comune visione identitaria che, in quanto espressione della stessa rappresentanza politica nazionale, è anche garanzia di una possibile strategia di lungo periodo, in quanto tale capace di imprimere una direzione di sviluppo armonico tra più territori vicini …>>, ha spiegato l’Avv. d’Aleo.

<<…Il pericolo è certamente concreto, visto che il sistema di elezione imposto dalla riforma della rappresentanza degli enti di vasta area vede nei singoli consiglieri comunali in carica i possibili candidati all’elezione dei relativi organi rappresentativi e al tempo stesso anche i loro unici possibili elettori, impedendo che siano invece i singoli cittadini a scegliere i loro rappresentanti e decidere democraticamente con il loro voto la direzione politica del governo del loro territorio verso l’una o l’altra delle possibili offerte politiche della stessa rappresentanza democratica del Paese…>>.
<<…in tali condizioni, si rischia davvero che alleanze politiche studiate a tavolino solo per contingenti necessità elettorali legate all’elezione di singoli candidati, il più delle volte composte da liste o gruppi privi di una loro identità, storia e visione politiche, vanifichino l’idea stessa posta alla base di un sistema elettorale di tal fatta, secondo cui il governo delle comunità locali debba avere una sua diretta proiezione anche in quello degli Enti di vasta area cui appartengono, per una sorta di continuità delle linee programmatiche dell’azione del governo delle realtà locali che nei fatti diventa pressochè impossibile vederla soddisfatta. A proposito di Gela, per esempio, dove appare più evidente il carattere disomogeneo della maggioranza di governo e dove più di ogni altro risulta essere stata decisiva la strategia delle concentrazioni di liste civiche a supporto delle elezioni del Sindaco, le linee programmatiche del governo cittadino sembrano essere decisamente incompatibili con il governo della provincia, annoverando tra i suoi obbiettivi, guarda caso, l’uscita di Gela dalla provincia di Caltanissetta, il che rimanda all’importanza di una elezione diretta dei relativi organi di governo e della loro diretta derivazione dal solo voto popolare…>>.


Soffermandosi poi sulle vicende locali, il coordinatore Dr. Gianni Incardona, ha poi fatto notare come sia davvero emblematica la vicenda di Gela e del modello Gela con riferimento all’elezione del Presidente della provincia e del Consiglio provinciale che i singoli consiglieri sono chiamati a esprimere- ha aggiunto il Dr. Incardona.

<<…che rischia di allontanare i cittadini dalla politica e di isolare sempre di più Gela dal resto della sua provincia, qualunque sia il risultato delle ormai imminenti elezioni provinciali>>.
Sulla coerenza in politica, come valore da tenere sempre nella dovuta considerazione, è intervenuto l’Ing. Ignazio Russo, esponente storico del PLI che ha tenuto a passare in rassegna alcuni tra i profili più illustri dei rappresentanti storici del partito liberale, dalla figura di Giovanni Giolitti a Gaetano Martino <>.
A conclusione del dibattito, la sezione cittadina del PLI ha tenuto a votare, per mozione d’ordine, un documento da portare all’attenzione degli stessi vertici nazionali del Partito in cui si evidenzia la necessità di una controriforma sul sistema di elezione delle province che ponga al centro il voto diretto e popolare, con il sistema proporzionale.

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Presentato un ddl sull’acqua pubblica scritto dalle segreterie di Controcorrente e PeR

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La collaborazione tra il movimento “PeR” di Miguel Donegani e “Controcorrente” fo dato da La Vardera prosegue con fatti concreti. Dopo l’interrogazione sull’Ospedale di Gela e sui dializzati, è notizia di oggi che l’On.le La Vardera ha presentato all’ARS un importantissimo Disegno di Legge, ideato e scritto in sinergia dalle segreterie di entrambi i movimenti, per una gestione realmente pubblica del ciclo integrato dell’acqua.

La proposta prevede che la governance del ciclo integrato dell’acqua venga affidata ai Comuni, singolarmente o in forma consorziata, che potranno scegliere la modalità gestionale più idonea tra gestione in house o concessione a terzi tramite gara pubblica, garantendo trasparenza ed efficienza del servizio. In caso di gestione in house, l’ente gestore dovrà garantire l’efficienza del servizio, l’accessibilità economica per gli utenti e il reinvestimento degli utili nella manutenzione e nel miglioramento della rete idrica. Tra le finalità principali vi è il contrasto allo spreco delle risorse idriche, promuovendo unutilizzo responsabile e garantendo il diritto all’approvvigionamento per i soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati o residenti in aree disagiate.


“Ringraziamo l’on La Vardera – dichiara Donegani- per la sensibilità e l’interessamento dimostrati nei fatti nei confronti della Sicilia e del nostro territorio. Lo avevamo anticipato in occasione di una recente diretta online della nostra scuola politica e adesso il DDL è realtà. E l’ennesima dimostrazione che noi di “PeR” manteniamo gli impegni presi. E’ chiaramente un passaggio chiave per la nostra città, dal quale si capirà chi è realmente contro un sistema che ha prodotto solo vessazioni e clientele e chi invece lo è solo a parole”

“Chi voterà il Ddl presentato dall’ on Lavardera, su proposta di PeR sarà per l’acqua pubblica, chi non lo voterà sarà per continuare con l’attuale stato di cose, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti”- conclude Donegani

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Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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