Butera – A Butera se cade qualche calcinaccio da una parete umida, non si chiude una struttura, come è accaduto a Gela con la scuola Solito. Si trova una soluzione e si ripristina, come avviene in tutte la abitazioni private se si s rosta un muro interno.
Ed è così che sono iniziati i lavori di ripristino sugli interni del Castello medievale di Buemtera. L’amministrazione comunale ha acceso un mutuo a tasso zero con l’Istituto di credito sportivo per la somma di 430 mila euro ed ha affidato i lavori ad una ditta nissena, previa supervisione della Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta che ha già inviato un professionista per la custodia dell’Antiquarium che il Castello custodisce al suo interno.
Il Caterina di Butera costituiva il nucleo centrale di una roccaforte la cui difesa era affidata, oltre che alla poderosa cinta muraria, alle scoscese pareti della collina sulla quale si erge, a quota 400 metri s.l.m., il centro storico di Butera.
Per la sua posizione strategica fu ambita preda di tutti i conquistatori della Sicilia. In origine il castello era costituito da un sistema di torri collegate tra loro da cortine murarie, delle quali restano oggi parti inglobate in edifici di epoca successiva.
L’ampia corte, racchiusa tra le mura del castello, è oggi adibita a pubblica piazza. Recenti scavi ivi effettuati hanno consentito l’individuazione di tre ampie cisterne interrate all’interno delle quali sono stati recuperati frammenti ceramici di età medievale.
La struttura attualmente esistente è soltanto una delle torri dell’antico complesso. Sul fronte prospicente la piazza Vittoria è visibile l’unica bifora originaria. Con i restauri degli ultimi anni è stata recuperata interamente la scala esterna d’accesso al secondo livello della torre, sono state consolidate le murature e ricostituiti gli ambienti superstiti nei volumi originari.
Sul lato nord della torre, a quota del terzo livello, è stato ricostruito il volume mancante con una struttura in ferro e vetro. Il terzo livello è coperto da una splendida volta a crociera costolonata con stemma gentilizio. La proprietà attuale è pubblica e ciò che rimane del castello è adibito a spazio espositivo
La Cgil di Caltanissetta presente oggi all’assemblea cittadina organizzata dalla associazione nazionale magistrati in occasione dello sciopero generale indetto per condividere e sostenere le ragioni della mobilitazione.
Per il sindacato questa riforma è parte del tentativo di minare alla base la nostra Carta Costituzionale, agendo coerentemente con un disegno del quale sono parte integrante la legge sull’autonomia differenziata e il disegno di legge sul premierato. Sono tutti tasselli di un modello autoritario di trasformazione della nostra democrazia, in contrasto con i principi di bilanciamento dei poteri, uguaglianza e solidarietà che sono a fondamento della Costituzione Italiana, antifascista e nata dalla resistenza.
“Quindi oggi nel sostenere con forza una magistratura che sia indipendente e soprattutto forte con i più forti e non asservita così come qualcuno vorrebbe trasformarla,riaffermiamo con forza che la Nostra Costituzione è l’unica via Maestra per far si chel’Italia possa affrontare al meglio le nuove sfide che la sociètà odierna ci impone e costruire un futuro migliore per le nostre generazioni”- sostiene il sindacato
Cominciate questa mattina le iniziative in città per celebrare il Carnevale. C’è appena stato il raduno in Piazza Roma seguito da una sfilata in maschera verso Piazza Umberto. Animazione, musica e frittelle hanno dato il via alla giornata. Il programma ufficiale della Festa di Carnevale prevede altri appuntamenti per grandi e piccini.
Domenica 2 marzo dalle 9.30 Festa di Carnevale presso la villetta Auriga a Macchitella, martedì 4 marzo dalle 9.30 alla Villa Comunale si terrà la festa in maschera con le scuole, sul tema “Gela Città Fiorita”.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Pro Loco Gela e Ars, a testimonianza dell’impegno condiviso per la promozione della cultura e delle tradizioni locali.
Roma – Seconda bocciatura per il Governo regionale siciliano. Dopo la vatosta della Corte dei Conti sull’attivazione dei posti letto, arriva quella sui Lea. Il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per l’anno 2023, evidenziano vistose disparità regionali nell’erogazione dei servizi sanitari. Le Regioni Sicilia e Calabria non hanno raggiunto la sufficienza in due delle tre macro-aree valutate: prevenzione e assistenza distrettuale.
Il monitoraggio dei LEA si basa su tre macro-aree fondamentali:
Prevenzione: include attività come vaccinazioni e screening oncologici.
Assistenza distrettuale: riguarda i servizi sanitari territoriali, come l’assistenza domiciliare e ambulatoriale.
Assistenza ospedaliera: comprende le prestazioni fornite negli ospedali.
Per ottenere una valutazione positiva, le Regioni devono raggiungere un punteggio minimo di 60 su 100 in ciascuna macro-area. Nel 2023, tredici Regioni e Province Autonome hanno superato questa soglia in tutte le aree, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Al contrario, Sicilia e Calabria hanno mostrato carenze sia nella prevenzione che nell’assistenza distrettuale, non riuscendo a garantire standard adeguati in questi settori chiave.
Questi risultati sottolineano la persistente disparità tra le regioni del Nord e del Sud Italia nell’erogazione dei servizi sanitari essenziali. Mentre alcune regioni meridionali, come Puglia e Campania, hanno raggiunto la sufficienza in tutte le macro-aree, Sicilia e Calabria continuano a registrare performance inferiori, evidenziando la necessità di interventi mirati per colmare queste lacune e garantire un’assistenza sanitaria equa su tutto il territorio nazionale.
È fondamentale che le autorità regionali e nazionali collaborino per affrontare le criticità emerse, implementando strategie efficaci per migliorare la prevenzione e l’assistenza territoriale nelle regioni in difficoltà, assicurando così a tutti i cittadini italiani l’accesso a servizi sanitari di qualità.