Caltanissetta – Polizia e carabinieri di Caltanissetta sono stati impegnati stamane nella ricerca di due minori detenuti all’Istituto penale per minorenni che sono evasi scavalcando la recinzione.
Uno dei due giovani è stato catturato dalla polizia penitenziaria in viale della Regione nei pressi dello stadio Palmintelli. L’altro fuggiasco al momento è sul tetto del Provveditorato agli studi.
“La fuga di due detenuti minori stranieri dall’Ipm di Caltanissetta ripropone il tema dell’adeguatezza della struttura”. Lo dichiara il reggente FNS Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, Domenico Ballotta. “Mentre le forze dell’ordine sono impegnate nella ricerca dei due evasi durante l’ora d’aria, non possiamo non rilevare l’allarme sociale che provocano fatti del genere che mettono a nudo le gravi carenze logistiche e di organico dell’Ipm nisseno. Come FNS Cisl non è la prima volta che denunciamo le difficoltà nelle quali opera il personale. Il malessero è diffuso”.
Per Domenico Ballotta la questione sicurezza resta irrisolta. “Il nostro prolungato grido d’allarme continua a rimanere nel vuoto. L’Istituto penale per minorenni di Caltanissetta è il paradigma di tutte quelle cose che non vanno e questo nuovo increscioso fatto di cronaca lo riporta alla ribalta della cronaca come rilancia la complessa questione delle strutture detentive in Sicilia caratterizzate da sovraffollamento, carenza di personale, necessità di fondi economici per dotarle di sistemi elettronici, informatici, di controllo e vigilanza all’avanguardia.
Le criticità non possono gravare sul lavoro del personale di Polizia Penitenziaria che assicura le sue prestazioni professionali in condizioni tutt’altro che floride, contrassegnate da disfunzioni organizzative e pesanti carichi di lavoro”. “Nella certezza che le forze dell’ordine assicureranno alla giustizia i due giovani evasi dall’Ipm di Caltanissetta – conclude Domenico Ballotta – richiediamo con forza un nuovo confronto con gli organi istituzionali per rimuovere tutte quelle criticità che mettono a repentaglio il lavoro degli Agenti di Polizia Penitenziaria e che generano un diffuso allarme sociale nelle comunità”.
Due pregiudicati di Gela di 41 e 27 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri del Reparto Territoriale, diretti dal comandante Marco Montemagno, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Gela su richiesta della locale Procura della Repubblica
L’accusa per entrambi è di porto e detenzione di arma da fuoco e danneggiamento aggravato. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata dai militari dell’Arma a seguito di un episodio verificatosi lo scorso gennaio. In particolare, nella notte del 15 gennaio, i Carabinieri erano intervenuti nei pressi dell’abitazione di operaio 55enne, dove ignoti avevano esploso colpi d’arma da fuoco contro il portone d’ingresso. Nel corso delle operazioni di sopralluogo, i militari avevano rinvenuto due cartucce calibro 12 di fucile.Le indagini condotte dai Carabinieri hanno permesso di accertare che il danneggiamento era riconducibile a una lite avvenuta nei giorni precedenti tra la vittima e uno dei due arrestati, scaturita per futili motivi. Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, portando all’emissione del provvedimento restrittivo da parte dell’Autorità Giudiziaria.Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza nei confronti del 41enne, i militari, nel procedere alla perquisizione della sua abitazione, hanno rinvenuto 1,6 kg di marijuana, oltre 30 grammi tra cocaina e hashish, materiale per il confezionamento e la pesatura della droga e 500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Per questo motivo, l’uomo è stato tratto in arresto –in flagranza di reato – anche per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito, uno degli arrestati è stato condotto presso la casa circondariale di Gela, mentre all’altro il provvedimento è stato notificato nella stessa struttura carceraria, dove si trovava già detenuto per altro procedimento.
Licata – Si è svolta questa mattina presso la Chiesa San Girolamo di Licata, la cerimonia di premiazione del VII° concorso 2025 “Racconta il Venerdì Santo a Licata”. Il primo Premio è andato agli alunni Angelo Bicceri e Salvatore Gueli dell’Istituto Giorgio.
Il secondo Premio agli alunni Lavinia Marchese, Libero Montana e Elenoire Termine dell’Istituto Marconi ed il terzo Premio a Dennis Vinci e Martina Macaluso dell’Istituto Leopardi e all’alunna Margot Vella dell’Istituto Giorgio.Alla presenza dei tre dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi di Licata, “Francesco Giorgio” prof.ssa Rosaria De Caro, “Giacomo Leopardi” prof. Calogero Gioacchino Amato e “Guglielmo Marconi” prof. Maurilio Lombardo, e di tutti i docenti e gli studenti coinvolti si è svolto l’evento di premiazione aperto dal governatore della confraternita di San Girolamo della Misericordia dott. Angelo Gambino, seguito dall’intervento del Vice Governatore prof. Angelo Maria Licata e del Consigliere Aldo Peritore che hanno curato i rapporti con le scuole e del Delegato alla Cultura e alla Comunicazione Francesco Pira che ha condotto l’evento.
Il Cerimoniere della Confraternita dott. Salvatore Russo, ha preparato una presentazione multimediale di tutti gli elaborati presentati dagli alunni che è stata proposta nel corso dell’evento.La giuria composta da: il Governatore Angelo Gambino, il Vice Governatore Licata Angelo Maria Licata, il segretario Adriano Ruvio , il Delegato alla Cultura e alla Comunicazione, Francesco Pira, i consiglieri del C.D.A. Aldo Peritore e Giuseppe Pintacorona, il cerimoniere, Salvatore Russo, ha decretato i 4 vincitori finali della VII Edizione del Concorso 2025. Primo premio: 250 € da spendere in buono-libri e/o materiale didattico; Secondo premio: 150 € da spendere in buono-libri e/o materiale didattico; Terzo premio: 2 premi ex aequo da 100 € ciascuno da spendere in buono-libri e/o materiale didattico. Tutti gli iscritti al Concorso hanno ricevuto un “Attestato di Partecipazione”.
Oltre 160 alunni (9 classi) degli tre istituti licatesi, accompagnati da 15 docenti, hanno visitato la Chiesa di San Girolamo per apprendere la storia della Confraternita di San Girolamo. Motivazioni PremiLa commissione ha deciso di assegnare i premi con le seguenti motivazioni.III° PremioEx aequo 2 premiatiI riti religiosi- Luci e silenzio mistico -Istituto Giorgio Classe IIA Alunna: Margot Vella / prof.ssa Concetta Triglia“Idea originale per raccontare con preziosi tratti grafici la Confraternita nata nel 1578” Video Una storia lunga secoli Istituto Leopardi Classe IIC Alunni Dennis Vinci e Martina Macaluso/ prof.sse Morena Ortega e Cinzia Pontillo“Video di grande pregio e valore per il messaggio che trasmette nel segno di una celebrazione di dolore e non di Festa”.
II° PremioSui passi della Fede- Percorso multimediale Istituto Marconi Classe IIA Lavina Marchese, Libero Montana ed Elenoire Termina Prof.sse Tiziana Alesci e Giuseppa Pitruzzella“Un viaggio multimediale pieno di significato nel ricordo del sacrificio della Croce” I° PremioVideo e Modellino in cartone Istituto Giorgio Classe IIB Alunni Angelo Bicceri e Salvatore Gueli Prof.ssa Stefania Graci“Originalità, creatività, manualità e ingegno emergono da questo lavoro che unisce la tradizione e l’innovazione”.
È durata un’ora e mezza al palazzo municipale la riunione del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico presieduto dal Prefetto di Caltanisssetta Chiara Armenia che ha voluto che si svolgesse in città.
Una riunione operativa per fare il punto della situazione in una città in cui droga ed armi circolano in abbondanza. Ma lo Stato c’è e non abbassa la guardia: ed è questo il messaggio che si è voluto dare ai cittadini.
Il Prefetto di Caltanissetta Chiara Armenia al termine ha parlato di un calo significativo dei delitti fino al 36% rispetto ad altri periodi.
“Qui vi sono sacche di criminalità per lo più comune e meno legate al clan. Nei fatti che accadono incidono in maniera minima i fatti di mafia – ha detto il Prefetto -ma lo Stato in tutte le sue articolazioni è presente, i cittadini,però devono sempre collaborare con le forze dell’ordine.Intanto sul versante sicurezza sarà presto installato il nuovo sistema di videosorveglianza”