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Inaugurato nuovo accesso alla scuola di Settefarine

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Inaugurato un passaggio pedonale che dal parcheggio antistante la chiesa San Sebastiano permetterà a docenti, genitori e alunni di poter accedere direttamente a scuola.

Un obiettivo raggiunto dalla dirigente scolastica Rosalba Marchisciana ed anche dalla collaborazione di un privato. Si tratta dell’imprenditore Angelo Marinetti che è nato in quel quartiere, i suoi figli frequentano quella scuola e ha deciso di impegnarsi in un’opera che collegando scuola a chiesa crea anche condizioni di sicurezza per bambini e genitori.

La chiave del cancello è stata consegnata dal parroco della San Sebastiano, don Giorgio Cilindrello, ad una delegazione di genitori delle classi del plesso, all’assessore all’istruzione Salvatore Incardona, ai lavori pubblici Romina Morselli e al sindaco Lucio Greco, che ha affidato la chiave nelle mani della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Don Bosco.

Un minuto di silenzio è stato dedicato a Totò Sauna, l’ispettore dei vigili urbani che aveva sposato il progetto “ Vigiliamo” all’interno del plesso”. Agli studenti partecipanti sono stati consegnati gli attestati.

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Attualità

Sentenza contro la caccia di frodo

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Caltanissetta – Nel novembre del 2020 due cacciatori, padre e figlio, di Acquaviva Platani erano stati sorpresi dalle Guardie venatorie del Wwf a caccia di conigli, con una muta di 9 cani tutti senza microchip e non in regola con l’anagrafe canina; al controllo i due esibirono il carniere costituito da due esemplari appena uccisi. Poiché il mese precedente il Tar (Tribunale amministrativo regionale) – accogliendo il ricorso di Wwf ed altre Associazioni ambientaliste – aveva sospeso il Calendario venatorio nella parte in cui autorizzava proprio la caccia al coniglio selvatico, per i due scattò immediatamente la denuncia per “abbattimento di mammiferi nei cui confronti la caccia non è consentita” ai sensi dell’art. 30 della Legge sulla caccia n. 157 del 1992: le Guardie Wwf deferirono all’Autorità giudiziaria i due cacciatori ed i Carabinieri di Mussomeli – intervenuti in supporto agli agenti Wwf – sequestrarono le loro armi.

Adesso il Tribunale di Caltanissetta, Giudice monocratico dott.ssa Lorena Santacroce, ha condannato i due cacciatori ad un’ammenda di 1200 euro ciascuno, oltre al pagamento delle spese legali sostenute dalla parte civile – l’Associazione Wwf Sicilia Centrale – che dovrà anche essere risarcita per il danno morale cagionato dall’illecita uccisione di fauna selvatica.

«Il giudice ha riconosciuto la responsabilità dei due cacciatori in quanto il divieto di caccia al coniglio – prima stabilito dal Tar e poi recepito dalla Regione con apposito decreto assessoriale di sospensione del calendario venatorio – era stato ampiamente divulgato dagli organi di informazione e riportato sui siti web specializzati – commenta l’avv. Salvatore Patrì, legale del Wwf – oltre ad essere ufficialmente pubblicato sul portale dell’Assessorato all’agricoltura. Il Tribunale, in particolare, non ha riconosciuto la scriminante della “buona fede” invocata dagli imputati perché, essendo cacciatori, non potevano ignorare l’esistenza dei provvedimenti giurisdizionali ed amministrativi che avevano sospeso la caccia al coniglio. E’ stato dunque riconosciuto il principio, già confermato dalla Corte di Cassazione, del “dovere di informazione” a cui il cacciatore è tenuto in quanto esercita un’attività normativamente disciplinata e condizionata dal rilascio di un’autorizzazione e non può, pertanto, invocare l’ignoranza scusabile della norma penale».

«Siamo molto soddisfatti per questa affermazione della giustizia in un settore – quello venatorio – che in Sicilia e nel Nisseno è pesantemente condizionato da ampie sacche di illegalità – dichiara Ennio Bonfanti, coordinatore regionale della Vigilanza Wwf e Presidente di Wwf Sicilia Centrale – che minacciano il patrimonio collettivo della fauna e della biodiversità. Nella nostra regione la caccia di frodo è una vera e propria calamità: tutto l’anno i bracconieri possono contare su una quasi totale assenza di controllo del territorio.

Spesso le nostre Guardie volontarie si trovano a dover fronteggiare personaggi spavaldi e arroganti che non hanno alcuna paura di violare apertamente le leggi venatorie, le cui sanzioni sono blande e prive di effetto deterrente. Le Guardie volontarie del Wwf scelgono per vocazione, passione e senso civico di difendere in prima persona la natura e l’ambiente contribuendo, così, a custodire il bene comune natura ed a presidiare il territorio contro i numerosi e variegati reati ambientali (bracconaggio, pesca di frodo, discariche e cave illegali, incendi, inquinamento, abusivismo edilizio, maltrattamento e abbandono di animali). Purtroppo – rileva amaramente Bonfanti – questo nostro lavoro non sempre è apprezzato e, viceversa, spesso è persino ostacolato da talune istituzioni ed organismi pubblici, che provano in tutti i modi a mettere il bastone tra le ruote ai nostri agenti per boicottarne l’attività operatività».

Le Guardie WWF sono una squadra di ‘guardiani del territorio’ che dedicano la loro passione e il loro impegno alla tutela della natura e alla lotta contro l’illegalità ambientale, rappresentando l’attivismo ambientalista più impavido e temerario. Questa sentenza riconosce il prezioso contributo in difesa degli animali e per la legalità delle Guardie Wwf del Nucleo provinciale di Caltanissetta: “spesso la costante ed attenta attività di vigilanza e controllo del territorio porta le Guardie ad operare in zone remote delle campagne del Nisseno, dove il Wwf rappresenta l’unica presenza tangibile in termini di prevenzione e contrasto ai vari illeciti contro la natura e la fauna – conclude Ennio Bonfanti -, svolgendo un importantissimo – e talvolta rischioso – presidio di legalità ambientale in nome e per conto dello Stato”.

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Iniziative anticaporalato

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Palermo – Circa diecimila richieste di informazioni e di ascolto. Tante sono quelle arrivate negli ultimi 3 anni all’Helpdesk Anticaporalato del progetto Su.Pr.Eme, per la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, gestito dall’assessorato regionale alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro e che vede collaborare tutte le regioni del Sud Italia, con la Sicilia capofila.

Duemila i casi presi in carico dagli operatori e, tra questi, 192 hanno riguardato vittime accertate di sfruttamento lavorativo che sono state ascoltate e orientate ai servizi di emersione e protezione, garantendo loro tutto il supporto necessario.

L’Helpdesk è un servizio multicanale, multilingue, specialistico, che, attraverso un numero verde (800 939 000), un messaggio WhatsApp al 350 909 2008 o i canali social collegati, è in grado di raccogliere segnalazioni e denunce dei lavoratori stranieri sfruttarti, accompagnandoli verso una rete di supporto e fornendo loro ogni forma di tutela legale. È attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30 e risponde in 15 lingue.

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Emergenza idrica: dalla Protezione Civile autobotti e primi interventi sulle reti idriche

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Messina – “La Protezione Civile siciliana, per mitigare l’emergenza idrica, sta mettendo in campo un grande impegno per garantire risposte concrete ai Comuni più colpiti. Lo sta facendo con i primi interventi sulle reti idriche, con l’acquisto di autobotti, la riqualificazione e la realizzazione di pozzi, di condutture e mediante un lavoro sinergico con i territori e l’Ati idrico.

Per questo ringrazio il dirigente del Dipartimento della Protezione civile, ing. Salvo Cocina e il Presidente della Regione, Renato Schifani, per il grande lavoro svolto. A cominciare dalla cabina di regia istituita a Palazzo d’Orleans e voluta dal Presidente Schifani, con il compito di coordinare e richiamare tutti i soggetti attuatori a seguire il cronoprogramma stilato per contrastare la criticità”.

Lo afferma in una nota la deputata regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio all’Ars, nonché sindaco del Comune di Capri Leone, on. Bernardette Grasso.

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